«Oggi, la mia giornata è iniziata festeggiando i lustri di matrimonio di un gruppo di famiglie, tra le quali una aveva una bimba di 2 o 3 anni; dopo il nome, le ho chiesto “Che cosa ti piacerebbe fare da grande?” E lei mi ha risposto: “La mamma”. Quella bambina, magari senza esserne consapevole, ha mandato a noi tutti un messaggio che riguarda il futuro, perché, se una bimba di 2 o 3 anni desidera diventare mamma da grande, sta desiderando la vita». Così l’arcivescovo di Udine mons. Riccardo Lamba nell’omelia di domenica 27 ottobre 2024, nella basilica della Madonna delle Grazie, in occasione del rinnovo del Voto cittadino, alla presenza di una folta rappresentanza di udinesi, allietati dalle splendide esecuzioni della Cappella musicale della cattedrale di Udine.
«E allora – ha ripreso l’Arcivescovo – mi sono chiesto: quante volte oggi ho visto le grandi cose che Dio ha fatto per noi? Perché la prima grande cosa accadutami oggi è stata quella bimba che c’invita a guardare avanti con speranza, ad una vita che il Signore vuol sempre donarci, attraverso i bambini, i ragazzi e i giovani. Ma poi, la seconda tappa è stata la celebrazione delle Cresime nella comunità di Varmo e, al termine, il parroco, don Franco Del Nin, mi ha portato a vedere un segno di speranza: una comunità di 5 o 6 persone che, nella loro disabilità, sono ospiti della canonica, con degli operatori che se ne prendono cura. È una parrocchia che non si ferma di fronte alle difficoltà e ci testimonia la speranza».
«Infine – ha proseguito mons. Lamba – la terza tappa è stata a Tarcento, per celebrare l’ingresso del nuovo parroco, don Luca Calligaro. E anche lì ho trovato una comunità molto viva, piena di gioia, perché un parroco è segno di speranza. Dopo don Duilio Corgnali, don Calligaro è chiamato a condurre questa comunità verso il giubileo e il futuro. Il Signore Gesù ci dona nuovi segni di speranza, c’invita a guardare in avanti con fiducia, passando attraverso tante difficoltà. Nessuno di noi si nasconde le difficoltà, le tensioni sociali, i drammi dei ragazzi che in questi giorni han vissuto diverse tragedie. Ma Gesù ci invita a non fermarci, a guardare in avanti con fiducia. E ognuno di voi radunati qui oggi, popolo di Dio, popolo di Udine che, come avete fatto già gli anni scorsi, tornate a portare forse la sofferenza del terremoto, poi della pandemia di Covid, ma volete guardare in avanti, cogliere il messaggio di speranza che Gesù vuole ancora donarci. Allora – ha concluso l’Arcivescovo – l’invito del Vangelo di oggi per tutti noi è ad aprire gli occhi, anzi lasciarceli aprire, come ha fatto Gesù con Bartimeo. Forse tutti noi dobbiamo chiedere perdono come Bartimeo, dobbiamo gridare “Gesù, figlio di Dio, abbi pietà di me”, per tante inadempienze, superficialità, negligenze, per le tante volte che non abbiamo osato; potevamo fare del bene, ma non abbiamo osato».
Il Voto cittadino risale al 1555, quando la popolazione udinese si rivolse a Maria per essere liberata dalla peste. Da quasi mezzo secolo gli udinesi rinnovano questo appuntamento, riunendosi ai piedi della Madonna delle Grazie, ringraziando per i doni ricevuti e implorando nuove intercessioni.
Nel salutare l’Arcivescovo, il rettore della basilica, padre Francesco Maria Polotto, attorniato dai sacerdoti e religiosi della comunità dei Servi di Maria, da mons. Luciano Nobile e don Claudio Como, ha ricordato che «celebrare la ricorrenza del Voto cittadino non è solo guardare al passato, ma anche guardare in avanti». Parlando con i giornalisti, a margine della celebrazione, mons. Lamba ha espresso l’augurio a Udine di «riprendersi presto dall’inverno demografico in cui sta precipitando».
Tra le autorità presenti, oltre al sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni, accompagnato dall’assessore Gea Arcella e dai consiglieri comunali Carlo Giacomello, Loris Michelini, Rita Nassimbeni e Alessandro Vigna, il consigliere regionale Mauro Di Bert, coordinatore del gruppo consiliare Fedriga Presidente.
Flavio Zeni