Una frana – domenica 23 marzo – si è staccata lungo la strada che collega Attimis a Porzûs, ad appena un chilometro sotto la frazione montana, compromettendo così – in maniera seria – la viabilità. Pronto l’intervento dell’Amministrazione comunale, col sindaco Maurizio Malduca che si è attivato insieme all’assessore alla Protezione civile, Valter Cescatti, per segnalare la chiusura dell’infrastruttura e procedere con i dovuti sopralluoghi. Ampio il fronte franoso che necessiterà di un disgaggio di tutto il materiale a rischio di ulteriore frana sul versante, nonché, di significativi interventi di consolidamento e strutturali, per rimettere la strada in sicurezza.
Al momento permane il divieto di transito, con deviazione salendo per Subit e Sella Carnizza o, in alternativa, salendo da Faedis verso Canebola. A subire particolari disagi, oltre alla cittadinanza, saranno la Pro loco Amici di Porzûs, i pellegrini che si recano al santuario mariano, i visitatori al monumento nazionale delle Malghe, escursionisti e ciclisti. «Con tutti gli sforzi profusi negli anni per mantenere vivo il territorio, questa situazione ci penalizza enormemente» ha osservato Malduca.
«Poco prima della frana – racconta il parroco, don Vittorino Ghenda – erano passate di lì ben cinque persone, due delle quali addette al servizio religioso nella Cappella». «I tecnici – prosegue il sacerdote – valuteranno i danni, il tempo per il recupero della viabilità, i mezzi per garantire un accesso sicuro verso Porzûs e alle strutture di accoglienza. Il tutto nella piena incertezza rispetto a quando si tornerà a una piena normalità. Probabilmente anche le prossime feste pasquali e le programmate iniziative pastorali mariane del 26 e 27 aprile subiranno un certo ridimensionamento. Tuttavia, in questi momenti, pur nel dispiacere di quanto è successo e per l’incertezza dell’immediato futuro, in me scaturisce un grande “grazie” alla Madonna di Porzûs, invocata anche come “Madonna della Salute”, una presenza davvero materna. Prego dunque Maria perché ci aiuti ad accettare le conseguenti negatività e i ritardi come una “prova”, e per ottenere dal Signore, protezione, aiuto e speranza».
Intanto in una nota il Consiglio pastorale fa sapere che tutto il programma pastorale verrà rispettato, tranne il pellegrinaggio a Porzûs, da Attimis, del 27 aprile. Sarà però celebrata la Santa Messa delle 11.15 nella partecipazione spirituale alla cerimonia di canonizzazione del beato Carlo Acutis, a Roma. Per l’accoglienza del 27 aprile si dovrà però provvedere autonomamente.
Anna Piuzzi