Il porto, dall’antichità luogo di incontro e scambio di merci. Eppure, nel nostro immaginario l’incredibile varietà e quantità di beni che acquistiamo sembra materializzarsi direttamente nei negozi, balzando magicamente e senza mediazioni dalla fabbrica allo scaffale, fisico o virtuale che sia, a estrema portata di mano o di click. Mai nella storia una tale quantità e varietà di beni è stata così disponibile a un numero tanto ampio di persone. È proprio il trasporto via mare l’infrastruttura su cui si regge il sistema del commercio internazionale, «l’equivalente fisico di internet – scrive Rose George –, l’altra industria che rende possibile la globalizzazione». Come il web, infatti, mette in comunicazione le più lontane regioni della terra, così «il trasporto marittimo abolisce i confini dei beni materiali» grazie alla sua efficienza ed estrema economicità.
Le navi uniscono dunque il mondo, legando regioni poste agli antipodi in un sistema di produzione e consumo strettamente interconnesso. Nodo strategico di questa rete sul nostro territorio è Porto Nogaro, realtà che riveste un ruolo fondamentale per l’economia del Friuli-Venezia Giulia.
Il mondo del trasporto marittimo non è però un meccanismo automatico, per funzionare ha bisogno di attori umani in carne e ossa, i lavoratori marittimi: sono loro che compongono gli equipaggi delle grandi navi e le guidano attraverso i mari da un continente all’altro. Le loro vite restano però nell’ombra, trascorrono infatti anni in un ambiente separato dalla terra ferma, lontano da casa, tra condizioni di lavoro difficili e accesso limitato a risorse e servizi. Pensando ai bisogni di queste persone nel 2009 il Centro Caritas di Udine ha dato vita al Centro “Stella Maris”, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei marittimi attraverso le visite a bordo, la formazione, il supporto psicologico, servizi di assistenza legale, accoglienza umana, servizi di welfare marittimo, tutela della dignità e dei diritti delle persone.
L’infrastruttura logistica che consente alle nostre società estrema libertà di consumo non è dunque neutra da un punto di vista etico, poiché interessa direttamente la vita di queste persone, le loro condizioni di lavoro, sino a influenzarne i percorsi esistenziali, desideri, attese e possibilità di vita. Questo motore nascosto dello sviluppo globale ci deve interrogare rispetto all’idea di persona, di lavoro e a concetti come la dignità umana, tutt’altro che insensibili agli assetti tecnologici ed economici. Accanto agli incredibili benefici, il trasporto marittimo porta con sé alcuni anche punti oscuri che riguardano – oltre alla questione dei lavoratori –, anche la geopolitica (il mare è uno degli scenari in cui si scontrano gli interessi delle potenze mondiali) e soprattutto l’ambiente.
È proprio pensando a tutti a questi temi, provando a tenerli insieme, che il centro «Stella Maris» di Porto Nogaro ha organizzato la “Settimana del Mare” che si svolgerà dal 5 all’11 aprile a San Giorgio di Nogaro nell’ambito del più ampio progetto «Porto Nogaro: volti e mestieri del mare». L’obiettivo è quello accendere i riflettori sulle attività del porto e raccontare le condizioni di lavoro e la vita dei marittimi; favorire una consapevolezza ambientale riguardo l’ecosistema del mare; rafforzare il legame tra gli abitanti del territorio e il porto, stimolando anche la responsabilità sociale e la collaborazione delle aziende del settore portuale. Il desiderio è quindi quello di guardare a questo sistema attraverso la chiave di lettura che ci ha consegnato Papa Francesco nell’enciclica «Laudato sì»: l’ecologia integrale come paradigma, in cui tutto è in relazione, dimensione ambientale, economica, istituzionale, sociale e umana.
Monica Garzitto
Referente del centro «Stella Maris»