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A San Marco la storia di Ildegarda di Bingen raccontata da don Gervasi

Uno dei casi più fulgidi di santità acclamata dal popolo e subito riconosciuta dalla Chiesa locale è quello di Santa Ildegarda di Bingen, la benedettina vissuta in Germania dal 1098 al 1179, che si auto definiva una “povera, piccola figura”, ma che ancor oggi è studiata e ammirata per le sue conoscenze enciclopediche.
E a partire da Giovanni Paolo II, altri 2 Papi ne hanno richiamato la memoria al mondo intero. Non per nulla papa Wojtyla la definì “luce del suo tempo e profetessa della Germania”, mentre Benedetto XVI la proclamò dottore della Chiesa universale e papa Francesco ne istituì la memoria facoltativa fissandola al 17 settembre.

In particolare, tra i 37 dottori della Chiesa, Ildegarda è l’unica riconosciuta anche per il suo ruolo profetico, avendo tra l’altro predetto a Federico Barbarossa le ragioni della sua sconfitta e la causa della sua morte. Del resto, annunciò alle consorelle anche la data della propria nascita al cielo, il 17 settembre 1179.

Perciò, non a caso a Ildegarda è dedicato l’incontro pubblico che si terrà sabato 5 aprile, alle ore 20.45, nella chiesa di San Marco a Udine.
Dopo il primo incontro del 9 marzo 2024, sarà nuovamente don Carlo Gervasi a raccontare qualcosa di una delle più imponenti e poliedriche figure di santità femminile che ha espresso la Chiesa cattolica. E lo farà illustrando la teologia della donna formulata da Ildegarda, probabilmente per la prima volta nella storia. Una teologia che esprime i più nobili valori della femminilità, illumina anche la presenza della donna nella Chiesa e nella società. Mentre, il secondo tema riguarderà le miniature di uno dei testi di Sant’Ildegarda.
I due temi saranno intervallati e seguiti dall’esecuzione da parte del Coro femminile della parrocchia di San Marco, diretto daAnnamaria Domini, di alcuni tra i più noti canti scritti e musicati da Ildegarda, come “O Magne Pater” e “Ave generosa”, che, avvalendosi di amplissime estensioni vocali, rappresentano la centralità della musica e del canto nel suo pensiero, in quanto anticipazione dell’infinito atteso dal cuore umano.

Flavio Zeni

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