Si accendono i riflettori su Porto Nogaro. Sabato 5 aprile si apre, infatti, la prima edizione della Settimana del mare, articolata iniziativa che – attraverso l’arte, testimonianze e incontri, nonché visite guidate – vuole porre l’attenzione sulla necessità di tutelare il mare e la sua biodiversità. Non solo. Obiettivo della rassegna è anche illuminare il lavoro dei marittimi le cui vite scorrono nell’ombra: chi si imbarca, infatti, “scompare” ai nostri occhi, vivendo condizioni particolarmente dure.
Volti e mestieri del mare
A organizzare e promuovere “Porto Nogaro volti e mestieri del mare” – questo il nome della rassegna – è il centro Stella Maris insieme alla Guardia Costiera di Porto Nogaro, al Comitato Territoriale del Welfare della Gente di Mare e a Villa Dora. L’iniziativa è realizzata grazie al prezioso sostegno del Centro Caritas dell’Arcidiocesi di Udine, del Comune di San Giorgio di Nogaro, del Cosef (Consorzio di Sviluppo economico del Friuli), di Terminal Porto Nogaro, di Ferest Shipping, di Ocean Team e dei Piloti del Porto Nogaro.
È questa dunque un’opportunità preziosa per conoscere l’articolata realtà di uno scalo commerciale di rilevanza strategica, sia logistica che industriale. Nel 2024, a Porto Nogaro, sono attraccate infatti quasi trecento navi, con una mole di merci movimentate che supera il milione di tonnellate.
Le realtà che “abitano” il porto sono tante e diverse, dalla Capitaneria di Porto-Guardia Costiera alle aziende, dalle associazioni alle agenzie. Non solo. Dal 2009, grazie al Centro Caritas dell’Arcidiocesi di Udine, a Porto Nogaro ha messo radici anche il Centro Stella Maris, realtà che ha l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei marittimi offrendo innanzitutto ascolto, ma anche servizi di formazione, supporto psicologico, assistenza legale, accoglienza umana, servizi di welfare marittimo, tutela della dignità e dei diritti delle persone. Nel 2024 operatori e volontari hanno incontrato – salendo sulle navi, ma anche accogliendo le persone all’interno del centro – oltre 450 marittimi. Significativo anche il lavoro con le scuole, volto a creare consapevolezza sui temi dell’ambiente e dei diritti umani, sono oltre 500 gli studenti e le studentesse che hanno visitato Porto Nogaro.
«L’infrastruttura logistica che consente alle nostre società un’estrema libertà di consumo – evidenzia Monica Garzitto, referente del Centro Stella Maris – non è neutra da un punto di vista etico, poiché interessa direttamente la vita dei marittimi, le loro condizioni di lavoro, sino a influenzarne i percorsi esistenziali, desideri, attese e possibilità di vita. Il lavoro di Stella Maris è volto a migliorare la loro condizione, ma anche a rendere più consapevole la società. Abbiamo quindi voluto questa “Settimana del mare” per far conoscere le attività di Porto di Nogaro e raccontare le condizioni di lavoro e la vita dei marittimi. Ma anche per favorire una consapevolezza ambientale riguardo l’ecosistema del mare. È un modo inoltre per rafforzare il legame tra la cittadinanza e il porto. Preziosa in questo senso è stata la sensibilità delle aziende che operano nel porto e che hanno sostenuto economicamente l’iniziativa».
«Porto Nogaro – evidenzia il comandante della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera, Roberto Pellegrino – è un nodo strategico per l’economia del territorio, ma è anche un luogo vissuto da uomini e donne il cui impegno spesso resta nell’ombra. Come Guardia Costiera, siamo quotidianamente impegnati nella sicurezza della navigazione, nella tutela dell’ambiente marino e nel supporto ai marittimi. In quest’ottica, da molti anni è stato istituito il Comitato Nazionale del Welfare della Gente di Mare, presieduto dalla Guardia Costiera, che attraverso le sue articolazioni territoriali promuove la collaborazione tra realtà istituzionali, associative e di settore. Questo impegno sinergico è fondamentale per supportare il prezioso lavoro svolto da Stella Maris a favore dei lavoratori marittimi, offrendo loro assistenza e sostegno. Questa iniziativa, che vede la partecipazione di numerose realtà, è un’opportunità preziosa per raccontare il porto non solo come infrastruttura logistica, ma come un ecosistema di persone, storie e valori».
La mostra «PlasticOcene. L’antropizzazione del mare»
Punto di forza del progetto è la mostra PlasticOcene. L’antropizzazione del mare dell’artista Elisabetta Milan che verrà inaugurata sabato 5 aprile alle 11 nel parco di Villa Dora. Si tratta di grandi installazioni artistiche a tema marinaro con opere dedicate espressamente al porto e al lavoro dei marittimi, realizzate con materiale di recupero. La mostra vuole fungere da legame e da connessione tra la terra e il Porto, ma anche sensibilizzare la comunità sui temi della sostenibilità ambientale e della tutela del mare e della sua biodiversità. Ricco inoltre il programma di incontri, dialoghi e visite guidate che culmineranno nella giornata di venerdì 11 aprile, la Giornata del Mare.