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Sociale

Alla Spes Santo Rullo, il dottore dei “matti per il calcio”

Saverio è uno psichiatra fuori dagli schemi. Ai Tso (trattamenti sanitari obbligatori), ai lunghi ricoveri e alle cure esclusivamente farmacologiche preferisce lo sport di squadra. Organizza così il primo mondiale di calcio a cinque per pazienti affetti da disturbi psichiatrici. “Crazy for Football – Matti per il calcio” è un film tv di Volfango De Biasi con Sergio Castellitto e Max Tortora, ma soprattutto è il racconto della storia vera della Nazionale italiana di calcio a cinque di persone con problemi di salute mentale. Saverio nella realtà è lo psichiatra Santo Rullo, che da oltre trent’anni si batte per ribadire l’importanza dello sport nei trattamenti di riabilitazione psichiatrica e ha tradotto questa battaglia in risultati concreti. E che risultati! La Nazionale italiana fin dal 2016 ha il sostegno della Figc (Federazione italiana gioco calcio) e detiene attualmente sia il titolo europeo che quello mondiale. «La maglia azzurra è diventata lo stimolo per tanti ragazzi che prima si nascondevano ad uscire allo scoperto e parlare della loro malattia. Nonché una vera e propria “medicina”, capace di ridurre il consumo di farmaci e perfino i ricoveri». Il dott. Rullo e il racconto del suo sogno diventato realtà saranno protagonisti del prossimo incontro della Spes, Scuola di politica ed etica sociale dell’Arcidiocesi di Udine, lunedì 7 aprile, alle 18.15 nella consueta sede di Palazzo Garzolini Di Toppo Wasserman in via Gemona (è possibile chiedere di partecipare come uditori, scrivendo alla segreteria della Spes: spes@diocesiudine.it; i posti sono limitati).

Lo psichiatra Santo Rullo

Classe 1961, romano, Rullo ha un curriculum che parla da solo: già presidente della Società Italiana di Psichiatria Sociale, per 10 anni docente alla Facoltà di Medicina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, fondatore di tre comunità terapeutiche per il trattamento dei disturbi psichiatrici nell’adulto ed in età evolutiva, consigliere di amministrazione dell’Agenzia comunale per le tossicodipendenze del Comune di Roma, esperto e fautore dell’utilizzo dello sport nei programmi di tutela della salute mentale. A Udine verrà per la prima volta, ci anticipa, ma conosce il Friuli, e in particolare Latisana, «città di origine di colui che considero un mio “maestro”, Adolfo Petiziol, psichiatra di fama mondiale che operò nel capoluogo friulano negli anni in cui Franco Basaglia lavorava a Trieste».

«Per la rosa della Nazionale “Crazy for football” dovremo fare presto delle nuove selezioni – promette – perché ci sono due giovani triestini, ma nessun calciatore da Udine».


La squadra è composta da ragazzi che sono in cura/trattamento presso i servizi territoriali di salute mentale, o che comunque hanno dei disturbi, e che giocano bene a calcio. Le selezioni si fanno ogni due mesi circa, in diverse aree del territorio nazionale, e la “chiamata” viene trasmessa anche da Radio Rai1 così da coinvolgere più persone possibile (progetto, programma e iniziative della squadra si possono seguire su www.crazyforfootball.org, compreso il neonato progetto “Women in Futsal” dedicato alle calciatrici).
«In questi anni abbiamo visto circa un migliaio di giocatori – racconta lo psichiatra –, ma la cosa che ripetiamo a tutti coloro che vestono questa maglia è che ci auguriamo che la tolgano il prima possibile, così da tornare a giocare sul campo della vita di tutti i giorni». Accade? «Eccome! Lo sport è davvero una medicina».

Un approfondimento su Crazy for football si può leggere sulla Vita Cattolica del 2 aprile 2025.
L’intervista con il dott. Rullo si potrà ascoltare su Radio Spazio lunedì 7 aprile alle ore 7.30, 9.30 e 12.30 nella trasmissione Sotto la lente, anche in podcast

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