Domenica 2 marzo, alle 18, il duomo dogale di Palmanova sarà in festa per la celebrazione in cui l’arcivescovo mons. Riccardo Lamba ordinerà diacono Nicandro Mastrogiovanni.
Il futuro diacono si è formato in Teologia all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Udine; ora, per lui, il passo del Sacramento dell’ordine nel grado del diaconato. «Un passo importante», ha anticipato ai microfoni di Radio Spazio (l’intervista è riportata anche sulla Vita Cattolica del 26 febbraio 2025), che si appresta a fare con un pizzico di apprensione, «perché consapevole della responsabilità che determina», ma soprattutto con entusiasmo, per la possibilità «di servire la comunità e di portare il messaggio del Vangelo».
Giunto in Friuli quarant’anni fa per svolgere il servizio militare, Mastrogiovanni è sottufficiale in congedo dell’Esercito. La vocazione al diaconato – ha raccontato – è maturata negli anni di esperienza di volontariato in casa di riposo. «Ho visto tante persone abbandonate a se stesse e questa cosa mi ha sconvolto. È stato allora che ho sentito la chiamata a donare tutta la mia vita. Mi sono chiesto: “Signore, come posso servirti di più in questa mia vita?”».
Chi è (e cosa fa) il diacono
Il diaconato è il terzo grado del sacramento dell’Ordine, preceduto – in ordine di preminenza – dall’episcopato e dal presbiterato. Può essere ordinato diacono qualsiasi uomo con una solida e comprovata formazione teologica, indipendentemente se celibe o coniugato, con il consenso dell’Arcivescovo. Uomini sposati possono ricevere il diaconato soltanto con l’ulteriore ed esplicito consenso della moglie; chi invece riceve l’ordine del diaconato da celibe si assume l’impegno di mantenere il celibato.
Nel caso in cui un diacono non prosegua il cammino verso il sacerdozio (avviene per tutti i diaconi coniugati, come per Mastrogiovanni), il suo diaconato viene comunemente definito permanente.
La promessa di obbedienza al Vescovo diocesano è propria dei diaconi, i quali, inoltre, si impegnano quotidianamente nella celebrazione della Liturgia delle Ore. Il diacono può amministrare il battesimo, conservare e distribuire l’Eucaristia, assistere e benedire il matrimonio, leggere la Sacra Scrittura ai fedeli, istruire ed esortare il popolo, presiedere i funerali e la sepoltura. Non può celebrare la Messa, ma può presiedere la Liturgia della Parola. Parimenti, non può nemmeno impartire l’unzione degli infermi.
Nella liturgia il diacono si riconosce perché, a differenza dei preti, veste la stola “alla maniera diaconale”, ossia di traverso. Nelle celebrazioni può vestire la dalmatica, un antico paramento riservato proprio al servizio liturgico diaconale.
Diaconi nell’Arcidiocesi di Udine
Senza contare il nuovo ordinando e i due giovani diaconi transeunti ordinati sabato 22 febbraio in cammino verso il sacerdozio, attualmente sono 31 i diaconi in servizio nell’Arcidiocesi di Udine, con un’età media di 71 anni, nettamente maggiore rispetto alla media del Nord-est (in cui i diaconi hanno in media 66 anni). Il più giovane tra i diaconi udinesi ha 47 anni, mentre il più anziano ha un’età di 84 anni. Il più longevo tra loro è diacono dal 1977.
Sette diaconi prestano servizio in ospedali o case di riposo, sei sono impegnati in servizi di Curia. Tutti, salvo rare eccezioni dovute all’età, fanno servizio nelle rispettive Collaborazioni pastorali, sostenendo la liturgia. A turno, prestano anche servizio alle celebrazioni più solenni presiedute dall’Arcivescovo.
Si contano sulle dita di una mano i diaconi udinesi ancora impegnati in un’attività lavorativa, a differenza di quanti, invece, sono in pensione; molto pochi anche coloro che vivono il celibato, mentre quasi tutti i loro “colleghi” hanno moglie e figli.