Nuovo medico di base a Pasian di Prato. È la dottoressa Elena Rizzo. 32 anni, udinese, sposata con una figlia (di due anni e mezzo), Rizzo è subentrata al dottor Fabrizio Gangi che a 68 anni, dopo 42 di servizio a Pasian, ha terminato il suo incarico ed è andato in pensione.
Il passaggio di consegne è durato due mesi, durante i quali Rizzo ha affiancato Gangi quotidianamente nell’ambulatorio di via Beorchia 16, entrando a pieno titolo in servizio con lo scorso lunedì 31 marzo.
Laureatasi a Udine nel 2019, la dottoressa Rizzo si è abilitata al corso di formazione per medici di base (Ceformed) nel 2020. Da allora ha fatto sostituzioni, durante il Covid ha lavorato nelle Usca (le unità speciali di continuità assistenziale) e poi come Guardia medica. Questo, quindi, è il suo primo incarico. «Sono emozionata e felice – afferma Elena Rizzo – di iniziare il lavoro che ho scelto di fare. Già dal sesto anno di Medicina avevo capito che lavorare in Ospedale non era quello che volevo. Preferivo, invece, operare sul territorio dove si può coltivare un rapporto umano più duraturo con i pazienti, conoscendoli in profondità».
La nuova dottoressa sarà raggiungibile tutti i giorni al telefono – al 340/9058054, lo stesso del dottor Gangi – dalle 8.30 alle 9 e dalle 12.30 alle 13. Riceverà in ambulatorio su prenotazione il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 12.30, il martedì dalle 15 alle 18, il giovedì dalle 13 alle 16. «Fuori dagli orari di ambulatorio – aggiunge – inserirò anche le visite domiciliari e poi tutto il lavoro “che non si vede”: dal rispondere alle mail alle certificazioni. Vorrei proseguire il modo di lavorare e di porsi nei confronti delle persone che ha avuto il dottor Gangi, mio tutor nel corso di formazione. Tutto quello che ho imparato lo devo a lui, sia dal punto di vista clinico che umano».
«Sono contento di andare in pensione perché so di lasciare i miei pazienti in buone mani», afferma Fabrizio Gangi che a Pasian di Prato è arrivato nel 1983. «Sono stati – ricorda – 42 anni di relazioni e contatti umani straordinari e bellissimi. Dopo così tanto tempo si finisce per conoscere i propri pazienti in profondità, a 360 gradi e ci si sente persone di casa, consultati per qualsiasi cosa, non solo per motivi di salute».
Gangi seguiva 1500 pazienti. Faticosa la professione di medico di base? «Il lavoro – risponde – è cresciuto moltissimo. Quando ho iniziato avevo 6-7 mila contatti all’anno; negli anni ‘90 sono saliti a 12 mila, nel 2000 a 18 mila. Ora siamo a 25 mila, 500 a settimana, tra visite a domicilio (in media una o due al giorno, d’inverno di più), telefonate, mail. Significa lavorare 10-12 ore al giorno, con un impegno anche di sabato e domenica per rispondere alle mail o, nel caso di pazienti terminali, alle telefonate o anche fare visite. Una situazione, quindi, molto diversa rispetto all’immaginario collettivo secondo il quale lavoriamo solo nelle 3 ore al giorno di ambulatorio».
Come vede il futuro della professione? «Non facile. Il sistema non ci aiuta molto, basti pensare alle liste d’attesa», riflette Gangi. «È una professione complicata – aggiunge Rizzo – che richiede tanta concentrazione, forza d’animo e studio per tenersi aggiornati. Il futuro? Non è nel mio carattere anticipare i problemi». E la gestione della famiglia, con una bambina piccola? «Ho avuto l’asilo nido e la babysitter. Con mio marito cerchiamo di incastrare gli impegni, per gestire tutto alla pari».
Soddisfatta del passaggio di consegne anche la direttrice del Distretto sanitario di Udine, Angela Panzera: «Quando, come in questo caso, tra il professionista che lascia e quello che subentra si lavora in rete i passaggi riescono bene, a tutto beneficio della popolazione». Quale la situazione nel Distretto di Udine? «A fine 2024 sono andati in pensione 6 medici di base, significa 6000 persone rimaste senza medico. Siamo riusciti a gestire le dimissioni senza dover attivare centri di assistenza primaria».
Per quanto riguarda Udine, è appena uscito il decreto regionale, con 27 zone carenti nell’ambito di Udine (tra medici di medicina generale e di continuità assistenziale), 8 in quello di Tavagnacco, 10 in quello di Zugliano. «Già sappiamo che non tutti i posti banditi saranno coperti», ammette Panzera, evidenziando però che a Udine la situazione è migliore rispetto ad altre zone come l’Alto Friuli o la Bassa.
Elena Rizzo: «Felice di essere il nuovo medico di Pasian di Prato»
