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La Regione chiede un commissario per il nodo ferroviario di Udine

La Regione Friuli-Venezia Giulia, in raccordo con il Ministero competente, ha avanzato la proposta di individuare il nodo ferroviario di Udine come opera commissariale. L’obiettivo è attivare procedure accelerate, ottenere in tempi brevi un progetto autorizzato e accedere tempestivamente ai relativi finanziamenti.

Lo ha annunciato mercoledì 2 aprile l’assessore regionale alle Infrastrutture, Cristina Amirante, a margine dell’incontro con il nuovo amministratore delegato e direttore generale di Rete Ferroviaria Italiana, Aldo Isi, svoltosi nella sede centrale di Rfi a Roma.

Come spiegato dall’esponente della Giunta, il potenziamento del nodo ferroviario di Udine rappresenta una priorità strategica. Il nodo, già oggi operativo e funzionale, costituisce un crocevia essenziale per numerose direttrici ferroviarie: escluse soltanto quelle che collegano direttamente Venezia a Trieste, tutte le altre si innestano sulla linea Cervignano-Udine. L’incremento della capacità del nodo, unito alla realizzazione della nuova stazione di Cargnacco, permetterebbe di gestire l’intera piattaforma logistica regionale evitando il transito attraverso la città di Udine, oggi penalizzata da vincoli urbanistici significativi.

Il passaggio a livello in via del Bon a Udine

In un quadro più ampio, l’assessore ha ricordato che il Friuli-Venezia Giulia si colloca oggi su ben tre corridoi europei: Adriatico-Baltico e Mediterraneo, ai quali si è recentemente aggiunto anche quello dei Balcani. Questo posizionamento rende la rete ferroviaria regionale un elemento cruciale per lo sviluppo infrastrutturale, in virtù della presenza di un tessuto industriale integrato e di porti direttamente collegati alla rete ferroviaria.

Numerose progettualità sono state sviluppate grazie alle opportunità offerte dai finanziamenti europei. Tra gli interventi di rilievo figura il raccordo ferroviario di Porto Nogaro, l’unico porto regionale non incluso nell’Autorità di Sistema Portuale, ma dotato di un potenziale strategico crescente.

Nonostante le dimensioni contenute del territorio, il Friuli Venezia Giulia dispone di una piattaforma logistica articolata.

Ne fanno parte i porti di Trieste e Monfalcone – entrambi ricompresi nell’Autorità di Sistema – e Porto Nogaro, che invece fa capo al Consorzio di sviluppo economico del Friuli (Cosef), lo stesso ente che gestisce altri raccordi ferroviari interni, come quelli di Gemona e Osoppo.

Il sistema infrastrutturale regionale, dunque, si configura come una rete complessa e integrata, nella quale la ferrovia assume il ruolo di principale vettore di trasporto e sviluppo.

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