Ci sarà l’arcivescovo mons. Riccardo Lamba, assieme al responsabile del Servizio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, il diacono Marco Soranzo. Ma ci saranno anche il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni assieme ad alcuni esponenti della giunta comunale, il magnifico rettore dell’ateneo friulano, Roberto Pinton, rappresentanti delle categorie economiche e dell’istruzione, dei sindacati e delle religioni islamica ed ebraica. Oltre al ministro dello sport, Andrea Abodi e a un rappresentante della FIGC, Federazione Italiana Gioco Calcio.
Lunedì 28 ottobre a Rondine, Cittadella della Pace in provincia di Arezzo, scendono in campo i massimi esponenti della società civile della regione, esattamente due settimane dopo che in campo erano scese le selezioni nazionali di Italia e Israele per l’incontro di calcio più discusso degli ultimi anni. Per lo meno in Friuli. Quello stesso Friuli ha risposto “presente” all’invito di Franco Vaccari, fondatore e presidente della Cittadella della Pace, che lunedì 28 ottobre farà gli onori di casa.
L’obiettivo dell’incontro a Rondine
L’incontro, previsto, nel primo pomeriggio, si intitola «Sport for peace – Avversari sì, nemici mai» e si propone di porre un nuovo tassello nel dialogo sulla pace, parole che impegna ed “equicoinvolge” – come lo stesso Vaccari ha riferito a La Vita Cattolica – le realtà friulane presenti a Rondine.
“Impegna”, dicevamo, perché l’incontro aretino terminerà con la firma di una dichiarazione di intenti sviluppata in 6 punti, a cucire insieme sport, educazione alla pace, gestione dei conflitti. «Vogliamo garantire spazi sicuri – spiegano a Rondine – dove la diversità possa continuare a coesistere nel riconoscimento dell’esistenza dell’altro, seppur nella divergenza di posizioni e visioni».

Gli ospiti dal Friuli-Venezia Giulia
Oltre a quelli nominati in apertura, sono moltissime le realtà che saranno rappresentate a Rondine. Per le categorie economiche interverranno Piero Petrucco (Confindustria), Graziano Tilatti (Confartigianato), Maurizio Meletti (CNA). Presente anche Legacoop con Michela Vogrig.
Il mondo sindacale conterà sulle presenze di Alberto Monticco e Renata Della Ricca (CISL), Michele Piva ed Emiliano Giareghi (CGIL), Matteo Zorn (UIL). Per la scuola ci sarà Chiara Tempo, docente alla “Percoto” di Udine (istituto che vanta un progetto di educazione alla pace con alcune “classi Rondine”).
Numerose le realtà religiose rappresentate a Rondine: Noemi Di Segni e Luca Spizzichino per le comunità ebraiche, due rappresentanti delle comunità islamiche. Per la Chiesa udinese i già citati mons. Riccardo Lamba e il diacono Marco Soranzo.
Attesa anche una rappresentanza della Regione Friuli-Venezia Giulia, che a differenza del Comune di Udine concesse fin da subito il suo appoggio alla discussa partita tra Italia e Israele.
Il terzo tempo
Come ogni partita che si rispetti, la gara non si conclude con il fischio finale dell’arbitro. Fuori di metafora, il “terzo tempo” si giocherà in Friuli, quando le realtà firmatarie avranno l’impegno di delineare processi congiunti di pace. Missione ardua, ma non impossibile: le “classi Rondine” dell’ist. Percoto sono un esempio reale e concreto di educazione alla pace; in ambito istituzionale, come non citare la Carta etica dello Sport, avviata nel 2017 dal Comune di Udine e che ha visto tra i suoi promotori anche l’Arcidiocesi udinese, il CONI e l’Università di Udine.
In Friuli, insomma, è già attiva e rodata una rete di realtà sensibili su un tema, la pace, che o unisce o non è. Ora si tratta di tramutare quella rete in un gol da tre punti.
Giovanni Lesa