Che cosa vuol dire incarnare il mandato del Giubileo per chi presta servizio nella vita liturgica delle nostre comunità? Come possono essere “pellegrini di speranza” i lettori, i cantori, i responsabili dei ministranti, i sacristi, le persone che in vario modo si occupano dello spazio liturgico? L’occasione per scoprirlo si avrà domenica 6 aprile, V di Quaresima, con il pellegrinaggio alla Cattedrale di Udine proposto dall’Ufficio liturgico diocesano a tutti gli operatori della liturgia e ministri straordinari della Comunione e guidato dall’arcivescovo mons. Riccardo Lamba.
Proprio gli operatori della liturgia, nelle nostre comunità sono «i primi operatori ma anche testimoni di speranza – ricorda il direttore dell’Ufficio liturgico diocesano, mons. Loris Della Pietra –. La speranza che la Chiesa celebra nella sua liturgia è infatti una sorta di contestazione del fatto che la nostra felicità sia tutta qui, nelle cose che facciamo, nelle soddisfazioni che riceviamo nella vita terrena. No: la nostra speranza più grande è Cristo! E in chiesa chi opera nel canto, nella musica, nella cura dello spazio… in qualche modo pone le premesse perché per tutti coloro che partecipano alla liturgia si apra un varco verso l’Oltre, l’Altrove, verso il “di più” che Dio prepara». Ecco la speranza cristiana. «Che non smentisce le gioie della vita – precisa mons. Della Pietra –, ma le “incanala” verso qualcosa di più grande, verso quel Qualcuno che ci attende oltre, che illumina, dà senso e sostiene questa nostra esistenza».
Perché un pellegrinaggio in Cattedrale?
«Siamo nell’anno giubilare. La Cattedrale è la prima delle chiese giubilari che l’Arcivescovo ha scelto per questo Anno Santo – spiega mons. Della Pietra – e in essa è esposta alla venerazione dei fedeli la croce che ha aperto la processione dell’avvio diocesano del Giubileo, il 29 dicembre scorso. È una croce gloriosa, fiorita; mostra un Gesù morto, ma che è sempre vivo e vittorioso in mezzo alla sua Chiesa». «Andare in pellegrinaggio in Cattedrale – continua il direttore dell’Ufficio liturgico, parafrasando il titolo della lettera pastorale dell’Arcivescovo – vuol dire volgere lo sguardo a Cristo che è la nostra speranza. Significa anche mettersi in cammino, fisicamente ma ancora di più spiritualmente, secondo l’intuizione che il Papa ha avuto e che troviamo nella bolla d’indizione del Giubileo “Spes non confundit”: il Giubileo come ripartenza della vita, come inizio di una reale conversione. Desideriamo che questo momento, quasi a ridosso della Pasqua, diventi anche un possibile inizio di vita nuova».

Il pellegrinaggio
L’appuntamento è alle 15 nel Battistero della Cattedrale di Udine, per la professione di fede con il Credo della Chiesa di Aquileia. I pellegrini faranno qui memoria del loro Battesimo e poi procederanno verso la chiesa invocando i Santi, testimoni di fede e di speranza. Intonando i salmi, faranno ingresso in Cattedrale e all’interno della chiesa sarà l’Arcivescovo a condurre la meditazione, sul tema “Eucaristia: cibo del pellegrino. Per una speranza che non muore”.
L’Eucaristia, cibo di speranza
«L’Eucaristia rimane sempre la sorgente, il culmine, il punto di partenza e di arrivo della vita dei credenti e a maggior ragione di chi compie un ministero nella Chiesa e nella liturgia in particolare – conclude mons. Della Pietra –. L’Eucaristia è anche però il cibo di chi è per strada, di chi è in viaggio, di chi è pellegrino in mezzo alle vicende e alle sfide della vita. Cibo che alimenta la speranza. Il Vescovo ci aiuterà a comprendere questo». Dopodiché si aprirà un tempo di preghiera personale, l’Adorazione eucaristica, durante la quale sarà possibile anche accostarsi al sacramento della Riconciliazione e ottenere l’indulgenza, secondo le condizioni che la Chiesa ha stabilito: la celebrazione dei sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucaristia, la professione di fede, la preghiera per il Papa e le sue intenzioni, il pellegrinaggio e il compimento di un’opera di misericordia. Per chi lo desidera, ecco dunque «quell’aiuto ulteriore che la Chiesa dà a coloro che intendono compiere il cammino di conversione, dopo aver celebrato il sacramento della Riconciliazione». Il pellegrinaggio si concluderà con la celebrazione dei secondi Vespri della V Domenica di Quaresima.
Valentina Zanella