«È un evento che coniuga dolore e speranza, celebrandosi proprio in un luogo dove questi due elementi si intrecciano». Così don Christian Marchica, responsabile della Pastorale giovanile del Vicariato urbano di Udine, descrive così la Via Crucis tra i viali dell’ospedale di Udine, capace ogni anno di richiamare nel nosocomio udinese centinaia di persone. Quest’anno l’appuntamento da segnare in agenda è per venerdì 28 marzo a partire dalle 20.30 con il ritrovo all’esterno del padiglione n. 8 (“Mediche”) in via Colugna. «Con questa celebrazione – prosegue il giovane sacerdote – ricordiamo che la sofferenza e la morte non hanno l’ultima parola, ma sono stati vinti da colui che è stato trafitto sulla Croce».
Quello della Via Crucis ospedaliera è un appuntamento tradizionale della Quaresima cittadina, da sempre presieduto dall’Arcivescovo (quest’anno, per la prima volta, da mons. Lamba). E che, oltre ai partecipanti con le fiaccole, vede prendervi parte in modo non meno intenso diverse persone che nell’ospedale di Udine si trovano in cura o in servizio. Chi può si accoda al “serpentone”, molti altri seguono le preghiere dalla finestra.
«Nella croce la nostra speranza» è il tema della celebrazione. L’animazione delle nove stazioni su cui si svilupperà la Via Crucis è curata da otto gruppi giovanili del Vicariato urbano di Udine, coordinati dalla Pastorale giovanile del Vicariato stesso. «È un appuntamento molto sentito dai giovani che la preparano» spiega don Marchica. «In molte Parrocchie e in alcuni gruppi di scout d’Europa e Agesci questi giovani si dedicano alla realizzazione delle meditazioni che accompagneranno i partecipanti». A portare la croce e a proporre le diverse riflessioni si alterneranno quindi giovani delle Collaborazioni pastorali di Tavagnacco, Udine sud-est e Udine centro, assieme ai coetanei delle Parrocchie di San Marco, San Giuseppe e Campoformido a due gruppi di scout d’Europa e Agesci.
L’arrivo della processione è previsto nella chiesa di Santa Maria della Misericordia, situata tra i padiglioni del nosocomio, che in questo Anno Santo è una delle chiese giubilari dell’Arcidiocesi udinese.
Giovanni Lesa